
L’ultimo album di Fiorella Mannoia, “Fiorella”, è stato presentato ieri alla libreria Feltrinelli in piazza dei Martiri a Napoli, dove l’artista ha parlato della crisi culturale di oggi, nell’attesa di un altro Risorgimento
Non è solo l’occasione per presentare il suo ultimo lavoro, ma per Fiorella Mannoia l’appuntamento di ieri è stato un modo per affrontare il dibattito sulla crisi culturale del nostro Paese. Fiorella, progetto che contiene 2 cd, va oltre l’esperienza musicale dell’artista, perché racchiude un viaggio introspettivo che (re)incontra la storia della musica italiana, regalando interpretazioni inedite con artisti come Laura Pausini, Cesare Cremonini, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Franco Battiato, Tiziano Ferro, Ligabue, Pino Daniele, Ivano Fossati, Renato Zero, Negrita, Massimo Bubola, Dori Ghezzi, Enrico Ruggeri, Frankie Hi Nrg.
Una sorta di antologia della canzone italiana, interpretata da nomi di rilievo, ognuno poi con un tratto stilistico proprio o con una certa rilevanza culturale. Fiorella vuole festeggiare così i suoi 46 anni di carriera che coincidono con i suoi 60 anni, e non solo attraverso le sue canzoni, quelle che le appartengono come artista, ma ripesca brani di successo che in qualche modo rappresentano il suo percorso musicale e formativo; sono una sorta di omaggio alla musica che si porta dentro e che riecheggia in lei quando ripensa alla sua carriera. Quello che le donne non dicono, La stagione dell’amore, Amore bello, Metti in circolo il tuo amore, Cercami: sono solo alcuni dei brani del ricco album, creato seguendo le sensazioni senza una logica chiara.
Un’immagine raffinata. Una persona d’inedita eleganza, gentile e originale, Fiorella Mannoia stupisce chi partecipa all’incontro parlando appunto di cultura nello statico sistema italiano. La cultura è in un momento di crisi, e la politica ha le sue responsabilità. Fiorella è fiduciosa però, perché prevede un altro Risorgimento, e non un semplice rinascimento. Risorgimento che si muoverà e partirà dal Sud Italia, terra che ha subito e subisce, ma sorprenderà, in quanto luogo di tradizione e storia, idee.
“Il dramma di quest’epoca è la superficialità”. Ecco il senso di una raccolta personale e inedita della nostra tradizione musicale, fatta di testi profondi e poetici. “Non si fa più cultura oggi”, afferma l’artista, e si chiede: “Chi ha sostituito Fellini oggi, e chi ha sostituito i grandi giornalisti?”. La crisi è radicata perché mancano i registi come Federico Fellini, tanto per citarne uno dei più noti e artistici, ma mancano anche gli spazi e le possibilità che hanno permesso ai grandi artisti e ai validi intellettuali di emergere, di dire qualcosa e comunicare, fare cultura.
Come non assecondare il meraviglioso discorso di Fiorella Mannoia, che riconosce la difficoltà dei giovani, intrappolati e disperati in un continuo blocco culturale, davanti a troppe porte chiuse, presi in giro dal gioco politico dell’annebbiamento. Dobbiamo credere nel Risorgimento che Fiorella Mannoia prevede… ma non solo crederci. Dobbiamo crederci, pretenderlo, imporre la cultura e i talenti. Le nostre menti devono dire basta, impaurire la politica con i mezzi che abbiamo, invece di vivere con la paura di non farcela.
Interessante anche la scelta dell’immagine del nuovo album, in cui l’artista indossa un vestito blu, nelle sue diverse sfumature, e poggia le sue mani sul suo nome, che sembra voler lasciare intuire una suonata al pianoforte con lo sguardo ispirato che guarda verso il futuro. Il suo blu, quello dei suoi occhi e quello che indossa, rappresenta forse la manifestazione della libertà interiore e artistica. Il rosso dei suoi capelli spiccano rispetto al blu e allo sfondo bianco: perché il rosso è anche il simbolo della passione, della fraternità se pensiamo a Film rosso di Krzysztof Kieślowski, ispirato ai tre colori della bandiera francese e ai tre valori della Rivoluzione.
Passione per la cultura e unione fraterna in questo percorso musicale alla riconquista della nostra storia.
Servizio fotografico a cura di Pietro Avallone