
Il Coordinamento Donne della CGIL ha dedicato la giornata dell’8 marzo ad un programma pieno di obiettivi ed iniziative volte alla lotta per la salute di genere, parità di diritti, alla violenza e discriminazione
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“L’uomo violento non è malato, è figlio sano del patriarcato!” è uno degli slogan femministi gridati ieri mattina dalle donne del Coordinamento Donne CGIL alle porte della ASL di via Nizza, a Salerno. Il presidio organizzato presso la struttura, durato dalle 10 fino alle 13, è stato solo uno dei tre appuntamenti fondamentali che hanno caratterizzato questo 8 marzo. Che non è la Festa della Donna.
Ad esso ne sono seguiti altri due: un’attività di volantinaggio svoltasi presso un gazebo messo a disposizione in via Velia, ed un’iniziativa unitaria con organizzazioni sindacali ed associazioni presso il centro La Tenda, in via Fieravecchia, dove si è tenuto uno spettacolo teatrale alle ore 19, intitolato “Carmela e Aisha, atto unico per due donne e una valigia”, presentato anche al Giffoni Film Festival.
Le richieste del Coordinamento Donne CGIL

La Giornata Internazionale della Donna è stato il giorno più adatto per il battesimo di questa assemblea che, al termine dello stanziamento, ha riunito le più importanti rappresentanze per avere un incontro con la direzione della ASL. Lo scopo del Coordinamento Donne CGIL era parlare con il direttore, il dottor Antonio Giordano, per discutere su tematiche come il diritto della donna di partorire in locali idonei, allattare al seno il proprio figlio, la creazione di un’integrazione fra ospedali e consultori con un numero di personale infermieristico ed ostetrico adeguato, il parto naturale come scelta preferibile agli incrementi dei cesarei.
Ancora, potersi rivolgere a strutture sanitarie pubbliche per screening e visite, che mettano a disposizione mediatori culturali per le donne straniere, oltre che dei corsi di preparazione al parto ed alla maternità consapevole. Uno dei punti salienti però riguardava l’autodeterminazione, che garantisce il diritto di interrompere volontariamente una gravidanza, oppure rivolgersi a cure in cliniche specializzate per l’infertilità, e la maggiore prevenzione per le malattie di genere come il tumore al seno o all’apparato riproduttivo e, in caso di responso positivo, che vengano offerti percorsi di cura il più vicino possibile a casa.
La buona notizia è che, a rapporto con il direttore, si è scoperto che la maggior parte di questi argomenti erano già stati trattati: sono state molte infatti le domande per l’attivazione di punti nascite e screening di prevenzione, ed è stato quindi firmato un verbale d’intesa da parte del vertice della ASL.
La CGIL, in accordo con il Comitato Donne CGIL, si propone di continuare a tutelare i diritti di lavoratori e lavoratrici assicurati dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, ma è proprio in questa circostanza particolare che ha cercato di cementare “obiettivi fattibili e praticabili”.
Considerazioni
Un 8 marzo sicuramente diverso, dotato di un senso che, purtroppo, non è intrinsecamente riconosciuto da molte persone di entrambi i sessi. È infatti da qui che bisognerebbe cominciare a lavorare per neutralizzare pregiudizi, soprattutto sull'(in)utilità di certi interventi, ed estirpare per sempre la radice della misoginia, della violenza, dello svilimento e del femminicidio. [ads2]